Castro e Mission District San Francisco

CASTRO E MISSION DISTRICT COSA VEDERE

Castro e Mission district due quartieri pittoreschi e multiculturali di San Francisco, cosa vedere, dove andare, cosa fare, itinerario nella città californiana…

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Dopo avere esplorato la costa californiana, nella sua parte denominata Big Sur, e in particolare Carmel e Monterey, siamo arrivati in serata a San Francisco. L’hotel prenotato per le ultime notti del viaggio si trovava a sud dell’aeroporto, a San Mateo.

La prima tappa a San Francisco è stato il quartiere di Castro, famoso per ospitare la numerosa e colorata comunità gay…ma prima ancora ci siamo concessi un’ottima colazione californiana, naturale e genuina….a base di succhi d’arancia e muffins ai cereali appena sfornati…

CASTRO

Castro è l’area di San Francisco dove si concentra maggiormente la comunità gay, ed è stato uno dei primi quartieri degli Stati Uniti di questo genere.

Il quartiere prende il nome da un combattente messicano, Josè Castro, che si oppose strenuamente al passaggio del territorio della California dal Messico agli Stati Uniti.

La zona, con il tempo venne identificata con il suo nome, e mantenuto anche quando la compagnia ferroviaria la collegò con il centro di San Francisco.

CASTRO IL QUARTIERE GAY FRIENDLY

Il carattere di Castro cominciò a delinearsi durante la seconda guerra mondiale, quando molti militari vennero congedati dal servizio militare, perchè accusati di essere omossessuali.

Molti di loro decisero di stabilirsi proprio in questo quartiere, che offriva buone opportunità per ricominciare la loro vita, grazie anche alla vasta disponibilità di alloggi.

In quel momento infatti, si stava verificando quello che viene chiamato “white flight“. Molte famiglie di bianchi si trasferivano in altri quartieri di San Francisco, perchè Castro allora era una zona multietnica, abitata fra l’altro da molti irlandesi, e molti erano i problemi sociali e razziali.

Gli edifici vennero quindi acquistati a basso costo dalla comunità gay, che li trasformò in pittoreschi e artistici palazzi.

SUMMER OF LOVE

La conferma a status symbol del mondo gay di Castro si ebbe però negli anni ’60 con la “Summer of Love“, la rivoluzione culturale nel vicino quartiere hippie di Haight Hashbury.

Come Castro, Haight Hashbury si proclamava a favore dell’amore libero con ideali di pace e libertà alternativi…il movimento si basava anche sulle comunità così non era infrequente vedere molte persone che convivevano sotto lo stesso tetto…senza regole…

Il dilagare infatti di droghe e allucinogeni portò molti gay a preferire il quartiere di Castro, trasformandolo in un luogo esclusivo, alla moda e colorato, come ancora oggi viene identificato e riconosciuto.

HARVEY MILK A CASTRO

Nel 1973, Castro fu nuovamente al centro delle notizie. Harvey Milk, infatti era un ex militare, espulso dall’esercito per i suoi orientamenti sessuali, che decise di stabilirsi a Castro.

Aprì un negozio di macchine fotografiche, divenuto oggi la sede dei diritti civili degli omosessuali. La su passione politica lo portò a diventare un fervente attivista che si batteva affinchè Castro e la sua comunità fossero meglio conosciuti e apprezzati.

Dopo vari tentativi, Harvey Milk riuscì a farsi eleggere consigliere comunale, ma la sua carica politica durò per pochi mesi. Nel 1978, infatti, un oppositore politico, che ambiva alla poltrona, uccise sia lui che l’allora sindaco George Moscone.

Questo omicidio scatenò molte rivolte e guerriglie ma costituì una svolta per la storia della comunità gay non solo di Castro ma di tutta San Francisco e gli Stati Uniti.

IN MEMORIA DI MILK

La città di San Francisco ha ricordato la figura di Harvey Milk nominando in sua memoria molte associazioni e località.

Nella Harvey Milk Plaza, ad esempio, sventola l’enorme bandiera con i colori dell’arcobaleno, simbolo del movimento omosessuale.

Nel 2018, inoltre, il Terminal 1 dell’aeroporto di San Francisco è stato rinominato “Milk” e una scultura si trova ora all’interno, per ricordare questo difensore dei diritti umani.

Il cinema ha fatto la sua parte con varie pellicole, e una delle ultime più famose è stata “Milk”, del 2008, diretta da Gus Van Sant e intepretato da Sean Penn.

Il quartiere di Castro, fra gli anni ’80 e ’90, fu colpito dalla virus dell’HIV, che in 15 anni causò la morte di oltre ventimila persone.

BANDIERA ARCOBALENO

Un altro simbolo del movimento gay è la bandiera arcobaleno. Essa fu inventata da Gilbert Baker, un attivista dei diritti degli omosessuali e artista americano.

Nel 1978, in occasione del primo gay pride, Gilbert Baker realizzò a mano, con l’aiuto di decine di persone, questa bandiera. L’idea originale era che la bandiera fosse composta da 8 colori, uno per ogni simbolo della New Age, principi sui quali si ispirava l’artista.

Purtroppo per la difficoltà di reperire i colori adatti, la bandiera alla fine venne composta solamente da 6 colori. Il prototipo originale di 8 colori, tuttavia, è ancora esistente ed è stata acquistata dal Moma di New York.

Nel 2003, a distanza di 25 anni della prima bandiera arcobaleno, Gilbert Baker ne realizzò un’altra commemorativa a Key West, in Florida.

Fu un vero e proprio record, in quanto questa bandiera era larga ben 2 km, e si estendeva dal Golfo del Messico all’Oceano Atlantico. Gilbert Baker morì nel 2017.

BANDIERA DELLA PACE

La bandiera arcobaleno del movimento omosessuale ha ispirato la bandiera della pace, con la quale è facile confonderla.

La bandiera della pace infatti è caratterizzata dalla scritta “pace” ma è composta da 7 colori, quelli dell’arcobaleno, dove i colori caldi sono disposti nella sezione inferiore.

ATTRAZIONI DI CASTRO

Il quartiere di Castro è molto pittoresco, con bandiere colorate ovunque, belle case vittoriane ben tenute, e molti locali, specialmente notturni, per tutti i gusti. Tuttavia i luoghi storici si trovano perlopiù sulla Castro street.

HARVEY MILK PLAZA

La Harvey Milk Plaza si trova sopra l’entrata di una stazione della metropolitana ed è facilmente localizzabile da lontano grazie alla grande bandiera arcobaleno che sventola in alto.

Molti sono stati i progetti per rendere omaggio a questo personaggio, ma allo stato attuale è solamente un luogo di passaggio, dove campeggia in grande il nome di Harvey Milk e il marciapiede è abbellito con mattonelle in cotto.

PINK TRIANGLE PLAZA

Questa piazzetta è situata quasi di fronte alla Harvey Milk Plaza, ed è praticamente una piccola oasi verde con roseti, che commemora le vittime omosessuali del nazi-fascismo.

Le 15 colonne in granito ricordano le oltre diecimila persone uccise, che venivano identificate con un pezzo di stoffa triangolare rosa. cucito sui vestiti.

TWIN PEAKS TAVERN

Il Twin Peaks Tavern è stato il primo locale gay al mondo ad avere grandi vetrate rivolte verso la strada principale. Questo dava la possibilità ai passanti sul marciapiede di vedere all’interno del locale.

Con la sua insegna vintage costituisce ancora oggi un buon locale dove servono ottimi cockails.

RAINBOW HONOR WALK

Il Rainbow Honor Walk è un marciapiede decorato con una serie di placche bronzee dedicate a personaggi omosessuali, che si sono distinti nella società e hanno apportato il loro contributo.

Si possono trovare quindi le placche di Federico Garcia Lorca, Freddy Mercury, Oscar Wilde, Virginia Woolf, Keith Haring, Frida Kahlo….

STRISCE PEDONALI ARCOBALENO all’incrocio tra la 18th street e la Castro street.

GLBT HISTORY MUSEUM è il primo museo sul movimento omosessuale, con mostre artistiche e archivi storici.

HUMAN RIGHTS CAMPAIGN CASTRO CAMERA

Questo è il negozio di fotocamere dove Harvey Milk lavorò dal 1972 fino al 1978, quando venne assassinato. Milk utilizzò questo locale anche per la sua attività politica.

Attualmente ospitala la sede dei diritti civili degli omosessuali, ma è anche un luogo di aggregazione nel quale si organizzano mostre e corsi fotografici.

SEWARD STREET SLIDES

una strana attrazione richiama molti curiosi in un piccolo parco, nel quale è stato costruito uno scivolo in cemento dalla forma particolare…è preferibile munirsi di una cartone per scivolare più velocemente…

CASTRO THEATER

Il Castro Theater è un teatro del 1922, con una facciata barocca in stile churrigueresco, patrimonio della città di San francisco. Gli interni del teatro sono lussuosi con muri e soffitti concavi e convessi.

Prima di ogni proiezione, viene eseguito un piccolo concerto con il grandissimo organo Wurlitzer. Mentre il pianista suona, il pubblico lo accompagna cantando.

Il teatro offre proiezioni di pellicole storiche ed vi si svolgono dei film festival ed eventi su temi multiculturali e omosessuali.

EVENTI NEL CASTRO DISTRICT

  • CASTRO STREET FAIR è una fiera fondata da Harvey Milk nel 1974 per celebrare la creatività della comunità di Castro. Si tiene alla fine di ottobre durante la quale ci sono concerti, spettacoli, mercatini di artigianato, show con drag queen…
  • PRIDE MONTH l’orgoglio gay viene celebrato alla fine del mese di giugno con decine di parate e spettacoli, e dura un week-end. La prima Pride Parade fu organizzata nel 1970 nel Golden Gate Park. Il festival nel corso degli anni ha cambiato spesso nome e i temi variano di volta in volta.

MISSION DISTRICT

Mission District è il quartiere più antico di San Francisco e prende il nome dalla Mission Dolores. E’ un quartiere multiculturare con una forte predominanza della comunità latino-americana.

Balmy Alley Mission District
Balmy Alley Mission District

MISSION DOLORES

La missione di San Francesco d’Assisi  fu fondata, nel 1776, da padre Junipero Serra. Questa è la missione più integra fra tutte le 21 costruite dagli spagnoli in California, ed è l’edificio più antico di San Francisco.

Mission Dolores
Mission Dolores edificio originale

La missione è conosciuta come Mission Dolores per la presenza, al tempo della sua costruzione, di una piccola laguna chiamata in questo modo, attualmente è rimasto un canale che sbocca nella baia.

La missione costruita con mura molto spesse, presenta un interno abbellito con pitture che richiamano la cultura indiana, mentre il soffitto è sorretto da travi di sequoie, decorate con disegni geometrici.

Il giardino esterno, con piante e fiori della cultura indiana, comprende anche il cimitero della missione, l’unico esistente nei confini della città, oltre a quello del Presidio.

Mission Dolores cimitero a San Francisco
Mission Dolores cimitero a San Francisco

Il cimitero, oltre ai corpi di  5000 indiani, ospita le spoglie di pionieri californiani e del primo governatore messicano di San Francisco.

BASILICA DI MISSION DOLORES

Nel 19° secolo la missione cominciò ad ingrandirsi e divenne uno dei più importanti insediamenti dell’Alta California.

Non si trattava però solamente di un’istituzione religiosa, in quanto all’interno ci vivevano oltre 1000 persone fra militari, agricoltori, commercianti e indiani.

Verso la metà del secolo, tuttavia, la situazione peggiorò, a causa di malattie infettive che colpirono gli indiani, che fra l’altro cominciarono a ribellarsi.

Inizialmente, infatti, i rapporti fra i francescani e indiani furono amichevoli, per motivi di interesse da entrambi i lati.

I nativi americani erano però costretti a farsi battezzare e diventare così lavoratori sotto la Chiesa. Gli indiani non accettarono la situazione e cercarono di fuggire. Le punizioni furono molto dure, e lì condussero a una rivolta generale.

Accanto alla missione nel frattempo fu edificata una basilica più grande, in mattoni, che durante il grande terremoto e conseguente incendio del 1906, crollò.

La nuova basilica, del 1918, costituisce un simbolo del quartiere, grazie anche alla sua architettura churrigueresca, di ispirazione ispano-barocca.

ALFRED HITCHCOCK E MISSION DOLORES

Uno dei registi americani che ha saputo raccontare meglio la città di San Francisco è stato Alfred Hitchcock con il suo film “La donna che visse due volte”.

Questo è infatti uno dei più indimenticabili cult movie, fra i 100 migliori film americani di tutti i tempi.

Il film risale al 1958, e gli attori principali sono James Stewart, già apparso in altre pellicole di Hitchcock, e Kim Novak nel doppio ruolo con due differenti personalità.

Molte sono le location di San Francisco utilizzate in questo film. Due in particolare sono quelle più emblematiche nella trama del film.

Il Golden Gate Bridge presso il quale Kim Novak si getta nella baia, e Mission Dolores dove l’attrice si reca, in trance, a lasciare un mazzo di fiori sulla tomba (inesistente nella realtà, inutile cercarla) di una sua ava.

Nel film tuttavia appare un’altra missione spagnola, si tratta di quella di San Juan Bautista, a nord di Monterey. Qui il film termina con il suicidio del personaggio di Kim Novak, che si getta dal campanile della missione.

MURALES DI MISSION DISTRICT

Mission District è tuttavia anche una galleria artistica a cielo aperto, con centinaia di murales sparsi ovunque.

Balmy Alley Mission District
Balmy Alley Mission District

I temi di queste opere spaziano dalle tradizioni culturali ai problemi sociali e politici. Per ammirarli con calma l’ideale è seguire un itineraio a piedi, per scoprirli ad ogni angolo.

Molti sono i luoghi e gli edifici decorati con questi disegni che esprimono la loro forza anche nei colori brillanti e accesi con cui sono eseguiti.

WOMEN’S BUILDING

Il Women’s Building è un centro culturale che porta avanti la causa dell’uguaglianza e della giustizia nei confronti delle donne. Ha ospitato numerose conferenze ed eventi a tema, ma è conosciuto soprattutto per il maestoso murales all’esterno.

Il MaestraPeace è un’opera realizzata nel 1994, da sette donne artiste, e copre le facciate esterne, l’entrata e la scalinata interne del Woman’s Building.

L’opera rappresenta icone femminili sia storiche che di fantasia, e include oltre 600 nomi di donne. Questo è il risultato di una collaborazione fra artiste multiculturali e multigenerazionali che avevano fondato anche la Precita Eyes.

PRECITA EYES

La Precita Eyes è una comunità artistica, sorta nel 1977, con la collaborazione di vari artisti che iniziarono dipingendo un murales per una biblioteca pubblica di San Francisco.

Balmy Alley Mission District
Balmy Alley Mission District

Firmarono l’opera con il nome di Precita Eyes, poichè molti di loro provenivano dalla Precita Valley. Dopo questo primo lavoro assieme decisero di continuare espandendo i loro murales in tutta il quartiere.

BALMY ALLEY

La Balmy Alley, una stretta stradina, situata fra la 24th e la 25th e la Treat e la Harrison street è proprio uno dei loro progetti.

I primi murales sono apparsi negli anni ’80, e rappresentano soprattutto temi politici che riguardano la corruzione politica, tensioni sociali soprattutto nei paesi del centro America.

CLARION ALLEY

La Clarion Alley, invece, si trova fra la 17th e 18th street e Mission e Valencia street. Si è sviluppata artitisticamente dopo la Balmy Alley e gli oltre 150 murales sono eseguiti con tecniche artistiche più variegate, tuttavia i temi trattati sono ispirati a problematiche  politiche e sociali.

Murales a Mission District
Murales a Mission District

CARNAVAL MURALES

Un altro murales storico il Carnaval Mural chiamato anche “Golden dream of the mission”, all’angolo fra la 24th e la South Van Ness Avenue. Dipinto nel 1983 da diversi artisti per raccontare lo spirito e l’energia del carnevale del 1979.

I murales sono sparsi ovunque nel Mission District, ma anche a San Francisco in generale, basta guardarsi in giro, e le scoperte non mancheranno.

MISSION DOLORES PARK

Per concludere il giro del Mission District niente di meglio che recarsi nel Mission Dolores Park. Questo grande parco si trova in mezzo a diversi quartieri ed è il luogo adatto dove rilassarsi e guardare le persone che lo frequentano…

Oltre a vasti prati dove sdraiarsi all’ombra di palme, si trovano campi da tennis, di calcio, basket e aree gioco per bambini. In questo parco vi si svolgono molte manifestazioni ed eventi. Dal parco inoltre si possono vedere meravigliose vedute sulla downtown di San Francisco e sulla baia.

continua il viaggio!!

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