PALOS DE LA FRONTERA e RABIDA COSA VEDERE
Argomenti trattati
Palos de la Frontera, la Rabida e Muelle de la Carabelas, cosa vedere, dove andare, cosa fare, itinerario di viaggio nei Lugares colombinos in Andalusia.
comincia il viaggio in Andalusia!!
Lasciata Huelva e attraversato il Rio Tinto, ci siamo diretti nei Lugares Colombinos. Si tratta dei luoghi che Cristoforo Colombo ha frequentato prima di partire alla scoperta dell’America.
PALOS DE LA FRONTERA E CRISTOFORO COLOMBO
Quando, finalmente, i re cattolici riconquistarono i territori che gli arabi avevano occupato per secoli, iniziarono anche ad avere mire espansionistiche oltreoceano, cominciando così il Siglo de Oro.
Cristoforo Colombo fu colui che più di altri ha permesso loro di essere ricordati nella storia, grazie alle sue scoperte e le relative ricchezze che ne derivarono.

In quel periodo, Colombo si trovava in Portogallo, dove si era sposato. Da navigatore quale fu fin da bambino, chiese al re portoghese di finanziare il viaggio, che intendeva compiere alla volta delle Indie.
Si convinse, in base alle mappe del fratello cartografo, che l’Asia si trovasse dopo le Azzorre. Il monarca portoghese tuttavia non lo appoggiò.
Deluso, andò a Cordova in Spagna assieme al figlio, per fare la richiesta anche ai regnanti Isabella di Castiglia e Ferdinando II di Aragona. Fu solo successivamente, grazie anche all’intercessione dell’abate Juan Perez, confessore della regina, che riuscì a ottenere ciò che voleva.
Colombo conobbe Juan Perez quando arrivò dal Portogallo, e si stabilì alla Rabida, il monastero sul Rio Tinto a Palos de la Frontera. Certo del suo progetto, prima ancora di ottenere l’appoggio dei reali spagnoli, che arrivò dopo ben sette anni, cominciò ad organizzare il suo equipaggio.
Il porto di Palos de la Frontera fu proprio il luogo dal quale Colombò salpo’, in quanto, a quel tempo, gli altro li utilizzava la Santa Inquisizione, che stava cacciando gli ebrei.
PALOS DE LA FRONTERA E LA RABIDA
Il monastero de la Rabida, sorge sul luogo dove prima ancora i fenici e poi i romani, innalzarono i loro templi. Gli arabi costruirono invece una torre di avvistamento, trasformata in moschea, dalla quale il monastero prese poi il nome.

L’attuale edificio in stile mudejar fu ristrutturato nel corso dei secoli, e soprattutto in seguito al terremoto del 1755, per cui è un monumento nazionale spagnolo.
Pare che fu proprio San Francesco d’Assisi a fondare questo monastero francescano, come roccaforte contro l’attacco dei pirati. Alcuni affreschi della chiesa narrano proprio la vita del santo.

Gli edifici che formano questo monastero sono:
- La chiesa decorata con affreschi, un soffitto moresco, e una piccola cappella dedicata a Nostra Signora dei miracoli. Questa madonna, rappresentata con una statua in alabastro, è la patrona del monastero, e viene portata in processione durante le feste a Palos de la Frontera. Colombo pregò proprio davanti a questa statua, prima di partire per il suo lungo viaggio. Nella chiesa si trovano anche i resti del comandante Pinzon, che governava la Pinta una delle caravelle.

- Il primo chiostro, in stile moresco, con archi in mattoni, ampliato successivamente con un secondo piano, mostra i balconi dai quali si difendevano dagli attacchi dei pirati. Lungo le pareti del chiostro inferiore, moderni affreschi cubisti del 1930 ritraggono Colombo.


- Il secondo chiostro bianco è abbellito con piante, fu utilizzato per proteggere la popolazione durante gli assalti dei pirati.
- Piano superiore la Sala delle Bandiere espone le bandiere degli stati americani, e un contenitore con un po’ di terra regalata da ogni nazione. La Sala Capitolare fu il luogo dove Colombo si intratteneva a parlare dell’organizzazione del suo viaggio con i frati e i comandanti delle caravelle. Una mostra espone le miniature delle caravelle, documenti di viaggio e mappe.

- Al piano inferiore ci sono: la cella chiamata Portal de Belen de America, anche questo luogo dove Colombo discusse dei suoi progetti, il refettorio e la biblioteca con la mappa del mondo, sulla quale appaiono per la prima volta le coste americane.
PARQUE BOTANICO JOSE’ CELESTINO MUTIS
Il monastero si trova in mezzo al Parque botanico Josè Celestino Mutis, che costeggia il rio Tinto fino al Molo delle caravelle. Questo parco ha lo scopo di simboleggiare il legame fra Spagna e l’America, e lo attraversano lunghi viali, con palme svettanti, il tutto in una zona collinare. Un’altissima colonna bianca troneggia sull’area a ricordo di tutti i navigatori e scopritori dell’epoca.
PALOS DE LA FRONTERA
Mentre la Rabida è il luogo dove Colombo progettò il suo viaggio, la vicina cittadina di Palos de la Frontera è quella da dove arrivarono i fratelli Pinzon, comandanti delle caravelle. Ma vi giunsero anche molti marinai reclutati nella cerchia di loro conoscenti e parenti, esperti di navigazione.
La Casa dei Pinzon e monumenti a loro dedicati rappresentano una testimonianza storica. Alle porte di Palos, invece, la fontanilla, è la fontana originale in mattoni, dalla quale fu attinta l’acqua per la lunga traversata. A quel tempo, la fontana si trovava molto più vicino alla riva del fiume, oggi invece è in mezzo alla campagna.
MOGUER
Anche il centro abitato di Moguer ha avuto la sua parte nella storia. Oltre al fatto di essere il luogo di provenienza di altri marinai della spedizione, qui si trova il monastero di Santa Clara. Colombo vi si recò a pregare al ritorno dal suo primo viaggio nelle Americhe, il 16 marzo 1493.
PALOS DE LA FRONTERA E IL MUELLE DE LAS CARABELAS
Dal Monastero de la Rabida è possibile scendere, sia a piedi che in macchina, lungo i viali del parco botanico e raggiungere il Molo delle Caravelle.

Costruito nel 1992, il sito commemora i cinquecento anni della scoperta dell’America, ed espone le riproduzioni delle caravelle usate da Colombo per il suo epico viaggio.
L’emozione di poter salire sopra e rendersi conto delle effettive dimensioni di queste barche, che hanno permesso all’uomo di fare un passo così grande nella storia, è incredibile.

Toccare e vedere dal vivo gli ambienti nei quali i marinai vissero in quella memorabile traversata, fanno meravigliare della fattibilità dell’impresa, considerate le poche attrezzature e conoscenze di quel tempo.
LE CARAVELLE E LA CARACCA
Le barche utilizzate nella prima spedizione di Colombo furono:
- La Nina, una caravella con tre vele triangolari, e un cassero di poppa. Il nome originale avrebbe dovuto essere Santa Clara dal nome della santa di Palos, poi chiamata “nina” dal soprannome del proprietario Juan Nino. Questa fu anche la preferita di Colombo sulla quale si imbarcarono i marinari rimasti orfani della nave Santa Maria. Al suo comando c’era Vincente, uno dei tre fratelli Pinzon.
- La Pinta, un’altra caravella, con due vele quadre e una triangolare, con un cassero di poppa e un castello di prua. Fu chiamata così per i colori con cui era decorata.
- La Santa Maria, una caracca, guidata dal proprietario Juan di Costa, sulla quale si trovava Colombo. Nonostante fosse la nave ammiraglia era comunque la più lenta delle tre barche e fu la prima ad affondare. A quanto pare un mozzo, addetto al controllo della barca, nella notte del 25 dicembre del 1492, mentre tutti dormivano, la fece incagliare nella barriera corallina al largo della costa haitiana. In breve tempo non ci fu più niente da fare e la nave affondò, rimanendo sepolta lì fino al ritrovamento del relitto nel 1968.
LE SPEDIZIONI DI COLOMBO
La prima spedizione di Colombo avvenne il 3 agosto 1492, la giornata nella quale ancora oggi si festeggia l’avvenimento. Partì proprio dal porto di Palos de la Frontera, allora molto più profondo, e vi si imbarcarono un centinaio di persone.
All’andata, le navi passarono per le isole Canarie, dove si fermarono per un certo periodo a causa di alcuni guasti. Proseguirono, giungendo finalmente in vista delle coste delle isole delle Bahamas, il 12 ottobre del 1492.
L’esplorazione della zona caraibica continuò passando per Cuba e Santo Domingo, dove la Santa Maria, si incagliò affondando.
Sulla strada di ritorno, si fermarono alle Azzorre, per un forte temporale, e giunsero a Palos il 15 marzo del 1943.
La prima impresa di Colombo durò circa sette mesi, ma già la seconda spedizione fu pronta per il 25 settembre dello stesso anno, che in 21 giorni lo portò nuovamente nel nuovo mondo.
I VIAGGI DI COLOMBO
In tutto Colombo fece quattro viaggi…in vita, poi quando morì, a Valladolid nel 1506, come disposto dalla sue ultime volontà , il corpo venne trasferito a Hispaniola e poi a Cuba.
Attualmente, molti sono gli stati che sostengono di avere i veri resti dell’esploratore. Nonostante i risultati degli esami del DNA attestino che i resti custoditi nella cattedrale di Siviglia siano i suoi, molti sono ancora i dubbi.
PALOS DE LA FRONTERA E IL PARCO DELLE CARAVELLE
Le tre barche ricostruite nel nel 1992, in occasione dei cinquecento anni dalla scoperta dell’America, furono esposte anche a Siviglia durante l’esposizione internazionale dello stesso anno.

Ridley Scott, il regista americano, utilizzò queste imbarcazioni per le sue riprese del film “1492 La Scoperta del paradiso”, con Gerarde Depardieu nel ruolo di Cristoforo Colombo.
In seguito, realizzarono questo museo che attira ogni anno migliaia di turisti.
Altre attrazioni del parco sono:
- Museo che espone oggetti di arte precolombiana, mappe, armi e copie di trattati.
- Vedere un filmato di 30 minuti che narra le vicende che portarono Colombo in America.
- Una ricostruzione di un quartiere medievale al tempo di Colombo.

- La ricostruzione di un villaggio degli indigeni con i quali Colombo è entrato in contatto.
Terminata la visita a questo parco nelle vicinanze ci sono anche:
- Il Foro Iberoamericano, un auditorio con forme di un teatro greco, nel quale si svolgono concerti e spettacoli.
- Il monumento al Plus Ultra, una scultura bronzea, che commemora l’impresa dell’idrovolante Dornier Wal, che ha compiuto la traversata dell’Oceano Atlantico. Partito da Palos de la Frontera, nel 1926, in 59 ore di volo e 10000 km è giunto a Buenos Aires, dove è stato utilizzato come servizio postale. L’Argentina, per ricambiare il gesto, ha sovvenzionato il monumento chiamato “Icaro del Trionfo“.

- Muelle de la Reina del 1892, una bella passeggiata sul rio Tinto, decorata con ringhiere e lampioni in ferro battuto.
Terminata la nostra visita a Palos de la Frontera ci siamo diretti verso la Costa de la Luz.
Viaggio in Andalusia una settimana!!
Continua il viaggio in Andalusia!!












