Udine

UDINE COSA VEDERE CENTRO STORICO

Udine cosa vedere, dove andare, cosa fare, visita e guida della città friulana…

Udine Musei

Udine incontra il Mondo

 

Quante volte si preferisce visitare luoghi lontani e non ci si rende conto che già dove si vive ci sono storie e  tesori da scoprire. Ecco come mai ho deciso di visitare la città di Udine, che spesso frequento ma poco o niente conosco veramente.

In realtà Udine rappresenta un piccolo gioiello con una storia e una struttura molto interessante da scoprire.

CASTELLO DI UDINE

Quando si arriva in città, è possibile scorgere, da particolari prospettive, il suo castello posizionato su una collina alta 138 metri.

Castello spianata
Castello spianata

Vista la posizione della città su una vasta pianura, l’eccezionalità di questa unica collina ha dato il via a leggende più disparate.

Una di queste narra che Udine sia stata costruita dagli Unni guidati da Attila allo scopo di ammirare dall’alto e da una distanza di ben 40 km, la distruzione di Aquileia, allora una potente città romana.

In realtà pare che si tratti di un accumulo di rocce trasportate durante i millenni. La collina è stata abitata  fin dalla preistoria proprio per la sua posizione, adatta a offrire un sicuro e protetto riparo.

Il castello attuale, situato su un vasto piazzale erboso, è il risultato di vari rimaneggiamenti. Nel 1511, un forte terremoto rase al suolo la fortezza dei patriarchi di Aquileia, che qui governarono per quattrocento anni.

GIOVANNI DA UDINE

A questo nuovo maniero vi lavorò anche Giovanni da Udine, un architetto e pittore, allievo di Raffaello. Fra le sue realizzazioni spiccano:

  • Le decorazioni del Salone del Parlamento, con richiami dei fasti e della grandezza dell’antica Roma paragonati alla generosità e nobiltà di Venezia.
  • La bella scalinata doppia, che si può ammirare dal parco antistante.

Una particolare torretta sul tetto, serviva allora a monitorare gli incendi che scoppiavano, con facilità, nella sottostante città medievale.

LA SERENISSIMA E I SAVORGNAN

Durante il periodo della Serenissima, che spodestò” La Patria del Friuli” dei patriarchi di Aquileia, nel 1420, si insediò in città l’alleata famiglia aristocratica dei Savognan, ai quali si deve proprio lo stemma attuale di Udine.

Il nuovo governo veneziano innescò subito nel popolo un malcontento generale, che vessato da tasse e costretto a subire situazioni di ristrettezze e abusi da parte dei padroni feudatari, sfociò nella rivolta chiamata “Crudele Giovedì Grasso“.

In tale occasione infatti, i rivoltosi che razziavano i manieri si divertivano a indossare gli abiti dei loro ex padroni per schernirli e da qui l’uso di travestirsi a carnevale come se fosse un gioco delle parti.

Secondo la storia, questa lotta venne spronata, segretamente, dalla stessa famiglia dei Savognan che ambiva a prevaricare sulle altre casate nobili del territorio.

Antonio Savorgnan, nominato dalla Serenissima come comandante delle forze militari sul territorio, si attirrò ancor più la rivalità delle altre famiglie aristocratiche che vedevano messi in pericolo i loro poteri e i loro possedimenti.

La famiglia Della Torre, appoggiata dagli Austriaci, che premevano per occupare il territorio della Serenissima, fu una delle più agguerrite. Ci furono continue faide finchè la situazione non si placò con l’intervento diretto della Serenissima.

La situazione precipitò, e Antonio Savognan, che a sua voltà subì pesanti perdite e vide molti dei suoi castelli saccheggiati dalla popolazione ormai incontrollabile, si rifugiò dal diretto nemico della Serenissima, l’Impero Austriaco.

La sua fuga non durò molto perchè venne raggiunto e ucciso come traditore, sorte che subirono molti suoi familiari e discendenti.

Il loro palazzo a Udine venne dato alle fiamme e distrutto. Ancora oggi, sulla pavimentazione del piazzale Venerio, è possibile vedere la sagoma dell’edificio, che allora si trovava in quel luogo.

LUCINA E LUIGI

Dalle faide delle varie famiglie nobili del tempo, pare, che derivi la vera storia di Giulietta e Romeo.

I personaggi reali furono Lucina e Luigi, appartenenti alle due diverse casate, dei Savorgnan e dei Della Torre, nemiche fra loro, al tempo della Rivolta del Giovedì Grasso.

La loro storia venne raccontata nei decenni successivi da vari scrittori, che apportarono, di volta in volta dei cambiamenti fino ad arrivare a Shakespeare che ambientò la vicenda a Verona.

MUSEI NEL CASTELLO

Attualmente il castello è la sede dei Musei Civici di Udine che comprendono:

  • Il Museo Archeologico con un’importante collezione di ambre lavorate e monete coniate in epoca romana provenienti da Aquileia.
  • La Galleria di Arte antica comprende affreschi staccati da antiche chiese e quadri confiscati da case nobiliari. Una importante tela di Giambattista Tiepolo “Consilium in Arena”  racconta dettagliatamente la proclamazione del conte Filippo Florio, a cavaliere di Malta, sebbene inizialmente osteggiata dall’Ordine di Malta.
  • La Galleria dei Disegni e delle Stampe di artisti europei.
  • Il Museo Friulano della Fotografia dell’Ottocento che documentano il lavoro, la vita e il paesaggio di allora.

ARTURO MALIGNANI

Arturo Malignani, uno dei fotografi del tempo, fu anche un imprenditore e un inventore che brevettò i bulbi vuoti delle lampadine e la loro produzione in serie.

Torretta Malignani
Torretta Malignani

Udine fu infatti la terza città europea ad avere un sistema di illuminazione elettrica, dopo Milano e Londra. La casa dell’inventore è ancora visibile accanto all’Arco Bollani.

CASA DELLA CONFRATERNITA DI S.MARIA DI CASTELLO E CHIESA

Collegato al castello, con l’Arco Grimani, costruito in onore di un doge, e in origine ubicato altrove, si trova la Casa della Confraternita di S.Maria di Castello. L’edificio in mattoni rossi, abbellito con finestre ad archetti gotici, rimase in piedi anche dopo il terremoto del 1511.

S.Maria di Castello
S.Maria di Castello

Sull’altro lato dell’Arco Grimani, la chiesta di Santa Maria di Castello costituisce il luogo religioso più antico della città. Il suo aspetto romanico originario ha subito degli interventi e oggi presenta una facciata e il campanile in stile rinascimentale.

Si pensa che il campanile fosse in origine una delle torri delle mura della città. Oggi è abbellito con una cella campanaria, un tamburo e una cupola emisferica sulla quale svetta il simbolo cittadino, l’Arcangelo Gabriele, soprannominato nasone per il profilo pronunciato.

Castello e campanile con angelo
Castello e campanile con angelo

La statua dorata, che svetta a un’altezza di 43 metri e alta cinque metri,  gira in base alla direzione del vento grazie alle sue ali che fanno da resistenza.

Non si tratta della statua originaria, bensì la seconda. Il primo arcangelo era in legno, poi in un secondo momento ricoperto di piombo.

A causa dei fulmini andrò bruciato e venne sostituito con quella attuale, che è stata in questi anni restaurata perchè aveva perso la sua lucentezza, presentava fori di proiettili causati durante la guerra e non girava più.

L’interno della chiesa invece, è suddivisa in tre navate, separate da archi e pilastri, mentre la parte absidale è decorata con affreschi attualmente in fase di restauro.

CASA DELLA CONTADINANZA

Sul grande spiazzo erboso del castello è ubicata anche la Casa della contadinanza, una copia di un edificio che in origine si trovava in una via cittadina.

Veniva utilizzata dai proprietari terrieri che si riunivano poi nel Parlamento della Patria del Friuli. Attualmente vi si trova un ristorante tipico che propone piatti della cucina friulana.

I Mori
I Mori

Dalla grande spianata è possibile godere di un bel panorama sull’intera città, e nelle belle giornate anche ammirare tutto il comprensorio alpino che costituisce il confine con l’Austria e la Slovenia.

PIAZZA I MAGGIO

Dalla collina, un sentiero scende alla piazza più grande di Udine, Piazza I Maggio o Giardino grande.

Essa sorge su quello che un tempo era una zona umida, dove confluivano le rogge. Il luogo fu utilizzato come cloaca o per prelevare fango e argilla per la costruzione.

Con l’arrivo della Serenissima, la zona venne bonificata, cercando di renderlo meno malsano, venne coltivato e utilizzato per fiere, mercati e spettacoli.

Si tracciarono sentieri con alberi che suddividevano in varie aree il grande piazzale.  Attualmente una fontana indica dove si trovava uno degli stagni bonificati.

Sotto il dominio francese, nel 1800, la piazza divenne ellittica e abbellita con i platani. Durante questo periodo fu utilizzata anche per le punizioni e venne posizionata la ghigliottina, ma vi si teneva anche il mercato del bestiame.

Il nome attuale di Piazza I Maggio è stato dato in onore della festa del lavoro, abolita durante il fascismo.

Ancora oggi su questa piazza si svolgono manifestazioni, festeggiamenti, come il Capodanno e fiere come quella di Santa Caterina a novembre, una delle più antiche d’Italia.

SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DELLE GRAZIE

Sulla piazza si affaccia il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, riconoscibile per il suo pronao con quattro grandi colonne bianche. Questa chiesa, che si raggiunge con una scalinata e un ponte sulla roggia,  custodisce un’icona miracolosa in stile bizantino, della Beata Vergine Maria.

S.Maria delle Grazie
S.Maria delle Grazie

La storia narra, che questo quadro, fu regalato da un sultano di Costantinopoli a un cavaliere veneziano che viveva nel castello. Un giorno la sua cuoca si ferì gravemente alla mano ma guarì miracolosamente dopo aver invocato la Madonna del quadro.

Il cavaliere decise di trasportare l’immagine nella chiesa esistente allora in questo luogo. La fama dell’icona divenne tale che cominciarono ad essere custoditi anche molti ex voto.

Chiostro S.Maria delle Grazie
Chiostro S.Maria delle Grazie

Nel grande atrio si trova anche un’opera artistica relativa al terremoto che colpì il Friuli nel 1976. Lo stesso complesso ospita il convento dei frati con un  chiostro e un bel pozzo.

PORTICATO DEL LIPPOMANO

Dalla spianata del castello è possibile scendere verso il centro storico percorrendo un sentiero costeggiato dal Porticato del Lippomano, sul luogo delle antiche mura della città.

Porticato Lippomano
Porticato Lippomano

Il nome deriva dalla nobile famiglia veneziana, che lo fece erigere in stile gotico veneziano con rampe di scale, ponendo il loro stemma all’inizio e alla fine della struttura.

Giunti alla fine della discesa si trova l’arco Bollani del Palladio con il Leone di San Marco, fatto erigere da un luogotenente veneziano, dopo aver debellato la peste.

Arco Bollani vicino a casa Malignani
Arco Bollani vicino a casa Malignani

Da qui è possibile risalire al castello con la ripida scala Giustiniana.

Subito dopo l’arco si trova la casa di Arturo Malignani, caratterizzata dalla torretta in mattoni, visibile dall’alto della spianata del castello. L’inventore utilizzò questa struttura per i suoi studi sulla meteorologia.

PIAZZA DELLA LIBERTA’

Proseguendo sul selciato in discesa si arriva in Piazza della Libertà, talmente candida che nelle belle giornate di sole si rimane abbagliati dalle pietre dalle statue che la adornano.

Fontana e campanile del Duomo
Fontana e campanile del Duomo

Con l’arrivo della Serenissima, la città ha cominciato ad assumere una aspetto veneziano tanto da essere considerata la più bella piazza veneziana sulla terra ferma.

Il porticato di San Giovanni con archi a tutto sesto, assieme alla Torre dell’Orologio, su impronta di quella veneziana, costituisce il Pantheon dei Caduti.

Porticato San Giovanni
Porticato San Giovanni

La torre preesistente costituiva uno degli accessi al castello, ma con la ristrutturazione eseguita da Giovanni da Udine, ha preso l’aspetto attuale. La adornano un grande orologio e  due mori  in cima che battono le ore. In origine queste statue erano più grandi, ma di legno e sono soprannominati Simòm e Danèl…

Porticato San Giovanni
Porticato San Giovanni

Sul piazzale ghiaioso trovano posto varie statue:

  • La statua della Pace in stile neoclassica che ricorda il Trattato di pace firmato a Campoformio fra Austria e Francia, che segnò la fine della Repubblica di Venezia.
  • La colonna con la statua della Giustizia.
  • La colonna con il Leone di San Marco.
  • Una bella fontana con mascheroni.
  • Le statue di Ercole e Caco, in origine nel palazzo dei Della Torre che la Serenissima demolì.

LA LOGGIA DEL LIONELLO

L’edificio  gotico veneziano decorato con fasce alterne di pietra bianca e rosa è la Loggia del Lionello.

Loggia del Lionello
Loggia del Lionello

Il suo portico presenta grandi arcate mentre le facciate sono decorate con finestre gotiche strette, stemmi della città e in centro un piccolo balcone. Delle scalinate la collegano al piano stradale.

Piazza della Libertà con colonna
Piazza della Libertà con colonna

La loggia, a causa di terremoti, incendi e l’usura del tempo, è stata rimodellata nel corso dei secoli fino ad arrivare alla dimensione e all’aspetto attuale.

Loggia Lionello porticato
Loggia Lionello porticato

Il piano superiore è adibita a sala consiliare comunale ed è collegata con il Palazzo d’Aronco, sede degli Uffici  Municipali.

PALAZZO D’ARONCO

Il palazzo d’Aronco ha un aspetto liberty con grandi colonnati di pietra. Sotto i suoi portici ospita locali storici come il Contarena, che richiama un’atmosfera da Belle Epoque degli anni venti. Decorazioni dorate e mosaici e un arredamento d’epoca fanno tornare indietro nel tempo.

DUOMO

Seguendo via Vittorio Veneto, passando sotto i portici di abitazioni signorili del tempo, si arriva al Duomo. Il  suo campanile, in mattoni rossi, è ubicato  sopra un battistero ottagonale in pietra, e ospita il Museo del Duomo.

Duomo facciata romanica
Duomo facciata romanica

La chiesa originale, del XIII secolo, fu edificata durante il patriarcato di Aquileia. Nei secoli cambiò aspetto e la facciata romanico-gotica è caratterizzata da tre rosoni. Il portale della Redenzione, con altorilievi,  è sormontato da un alto frontone.

L’interno del duomo è in stile barocco, molto luminoso rispetto all’aspetto esterno. La Cappella del Santissimo Sacramento è affrescata con opere di Giambattista Tiepolo.

PALAZZO ARCIVESCOVILE

Proseguendo verso il Giardino Ricasoli, costeggiato dalla Roggia di Palma si arriva al Palazzo Arcivescovile, accanto al Palazzo della Provincia.

Palazzo Arcivescovile
Palazzo Arcivescovile

Quando i Veneziani si insediarono a Udine, nel 1420, i patriarchi non poterono più rimanere nel castello e si spostarono in questo palazzo, che ampliarono e abbellirono.

Galleria degli Ospiti di Tiepolo
Galleria degli Ospiti di Tiepolo

Alla ristrutturazione vi lavorò anche Giambattista Tiepolo, che affrescò molte stanze. Questa fu l’occasione  che gli diede la fama e notorietà diventando un maestro del  rococò, e venne chiamato a lavorare ovunque Europa.

Scalone nel Palazzo del Patriarcato
Scalone nel Palazzo del Patriarcato

Il Palazzo Patriarcale ospita:

  • Un Museo di Arte Sacra con sculture lignee.
  • La Biblioteca Delfino con 11.000 volumi e la fu la prima ad essere aperta al pubblico a Udine.
  • Le sale affrescate dal Tiepolo con arredi dell’epoca, fra cui la sala del Trono.
  • La sala azzurra affrescata da Giovanni da Udine.
  • La Galleria degli ospiti che diede al Tiepolo fama e notorietà.
  • Lo scalone con il soffitto affrescato da Tiepolo.
  • Una scala a chiocciola che porta al secondo piano.

Nella vicina chiesa di Sant’Antonio Abate, con una facciata neoclassica, si trovano le tombe di quattro patriarchi. La chiesa, oggi sconsacrata, viene utilizzata come auditorium e mostre.

LE ANTICHE MURA DI PORTA AQUILEIA

Proseguendo verso il Piazzale Gabriele D’Annunzio, zona stazione ferroviaria, si possono scorgere una parte delle antiche mura. Esse costituivano la quinta cerchia di mura della città, sulle quali si collocavano 13 torri.

Porta Aquileia
Porta Aquileia

Una di queste torri è quella di Porta Aquileia, ancora ben conservata, che presenta merlature ghibelline.

Un tempo vi abitata il custode che controllava il transito delle merci e delle persone, oggi ospita degli uffici del Consorzio dei Castelli.

Tornando al nucleo storico, lungo il percoso su si possono ammirare, varie architetture più moderne e di vari stili.

PIAZZE DI UDINE

Uno degli aspetti più interessanti della città di Udine sono le sue piazze, fra cui:

  • Piazza Venerio, circondata da edifici moderni, è caratterizzata da linee irregolari che segnano il perimetro del famoso Palazzo dei Savorgnan, distrutto dalla Serenissima per il loro tradimento.
Piazza Venerio
Piazza Venerio

Il nome Venerio deriva da quello di uno studioso di meteorologia vissuto a fine settecento che qui aveva la sua abitazione e il suo osservatorio.

La Chiesa di San Francesco, ora sconsacrata e utilizzata per mostre, è stata una delle chiese più antiche di Udine, mentre il suo convento adiacente, è diventato il Tribunale della città.

  • Piazza XX Settembre, dalla storia travagliata.

In origine sul luogo si trovava il Palazzo della famiglia della Torre, che durante il periodo della Serenissima si macchiò di gravi colpe e divenne acerrima nemica della famiglia Savorgnan.

Solo le due statue di Ercole e Caco, si sono salvate e si trovano oggi in piazza della Libertà. In seguito alla distruzione del Palazzo, l’area è stata adibita a mercato e lo è tuttora. Sulla piazza si affacciano vari edifici.

La Casa Veneziana in stile gotico veneziano del 1400, che in origine si trovava dove è ubicato ora il palazzo del Municipio.

Casa Veneziana piazza XX Settembre
Casa Veneziana piazza XX Settembre

Il Palazzo Kechler-Antivari, in stile neoclassico, fu costruito per un grande mercante di seta e oggi trasformato utilizzato per congressi.

  • Piazza Matteotti o delle erbe, o San Giacomo considerata il salotto di Udine e da secoli utilizzata per mercati, da poco trasferiti in piazza XX settembre. La piazza rialzata è incorniciata da antiche residenze con tracce di affreschi e ampi portici su tre lati.
Piazza Matteotti
Piazza Matteotti

La Chiesa di San Giacomo è caratterizzata dal grande orologio e dal balconcino dal quale, un tempo, veniva recitata la messa all’aperto.

Piazza Matteotti e castello
Piazza Matteotti e castello

Sulla piazza si trova una grande fontana di Giovanni da Udine e una colonna con la statua della Vergine con il Bambino.

Fontana in piazza Matteotti
Fontana in piazza Matteotti

La piazza è circondata da bar, locali all’aperto e negozi.

Murales in piazza Matteotti
Murales in piazza Matteotti

GALLERIA TINA MODOTTI

In una via laterale di Piazza Matteotti, è possibile ammirare l’ex mercato del pesce, un edificio in stile liberty.

In seguito alla ristrutturazione è diventato la Galleria Tina Modotti, dedicata a una delle più importanti fotografe dei primi del Novecento ma anche attrice e attivista friulana.

Galleria Tina Modotti
Galleria Tina Modotti

La galleria ospita mostre fotografiche. La  casa natale di Tina Modotti si trova in via Pracchiuso, al numero 89, è riconoscibile dalla facciata decorata con un bassorilievo di testo dattiloscritto, sebbene l’edifico sia oggi un ricovero per senzatetto.

VIA MERCATOVECCHIO

Continuando la passeggiata, si arriva a Via Mercatovecchio, una delle principali strade del centro storico.

Palazzi udinesi
Palazzi udinesi

La zona è stata il primo nucleo del borgo medioevale, sotto al castello, e costeggiava le mura difensive, ecco spiegato il motivo della sua curvatura.

Deputato luogo di mercato, dopo che il patriarca ne aveva dato il consenso. Con l’allargamento delle cerchie murarie, il mercato è stato poi spostato nell’odierna Piazza Matteotti, dove è rimasto fino agli ultimi anni.

Via Mercatovecchio è stata utilizzata anche per le corse a cavallo, un palio disputato fra i diversi borghi di allora. A testimoniare i fatti è un anello in pietra, posto in alto sulla facciata di Casa Sabbadini, riconoscibile dall’affresco, vicino al vicolo Pulesi. La bandiera che indicava la fine della corsa era posizionata proprio lì.

Il fatto di non pagare le tasse, una concessione di quel periodo, ha permesso a molti borghesi di costruirsi le loro abitazioni, caratterizzate dai portici sotto ai quali è ancora oggi possibile passeggiare.

PORTA MANIN

Passando nuovamente davanti a Piazza Libertà, si imbocca Via Manin che culmina proprio con l’omonima porta che faceva parte della terza cerchia di fortificazioni della città.

Il nome è stato cambiato in onore del Conte Manin, un doge della Serenissima, che fu costretto a decretare la fine dell’impero veneziano con l’arrivo di Napoleone.

Il trattato di Campoformio venne infatti firmato nel 1797 a Villa Manin di Campoformido, allora residenza estiva del doge.

LE ROGGE DI UDINE

Fin dal passato, la vita quotidiana della città gravitava attorno alle due rogge che attraversavano la città.

Questi corsi d’acqua, chiamati Roggia di Udine e Roggia di Palma, si originano dal torrente Torre a circa quindici km a nord di Udine, da dove, poi si dividono.

Purtroppo oggigiorno, le rogge sono state praticamente quasi ovunque interrate, sebbene si possono ancora ammirare dei begli scorci che danno l’idea di come dovessere essere un tempo la città.

Roggia di Udine
Roggia di Udine

In particolar modo il sistema di vita di allora, poichè attorno a questi corsi si concentravano le attività dei mugnai, dei fabbri, dei tintori, non a caso erano sparsi lungo il tragitto mulini per il grano, e orti da irrigare.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE

Naturalmente a Udine ci sono ancora molti altre attrazioni da vedere, fra cui:

  • Murales di giovani artisti sparsi in giro per la città, come quelli di Simone Mestroni che con il suo progetto della Città della Poesia, vuole divulgare la cultura tramite aforismi e volti di pesonaggi famosi.
Murales in piazza Matteotti
Murales in piazza Matteotti

FESTIVAL E EVENTI INTERNAZIONALI DI UDINE

Udine, è promotrice di molti eventi e festival che richiamano turisti da ogni parte d’Italia e dall’estero, fra essi:

  • Il Far East Festival uno dei più popolari film festival del cinema asiatico del mondo, che si svolge da ben vent’anni in aprile. Eventi collaterali in questo periodo toccano tutta la città, con spettacoli e danze.
  • Friuli Doc è una manifestazione enogastronomica che si tiene a settembre da oltre vent’anni. Attira golosi e curiosi anche da oltre confine, da dove arrivano spesso produttori locali con le loro bancarelle e chioschi.

Le strade sono prese d’assalto e intasate dal numero crescente di partecipanti. E’ l’occasione per scoprire le prelibatezze gastronomiche di ogni angolo del Friuli, ognuno con le proprie tipicità.

Accanto ai chioschi di cibi e bevande, che si spartiscono i vari punti strategici di Udine, ci sono concerti, mercatini, artigiani che mostrano le loro abilità, rendendo partecipi il pubblico.

LOCALI TIPICI E OSTERIE

Anche nel resto dell’anno a Udine è facile trovare locali tipici e osterie che propongono varie specialità, fra cui frico di patate e formaggio, gnocchi con sughi di selvaggina, affettati e dolci tipici come la gubana.

Ma anche il rito dell’aperitivo  è molto sentito e non è raro incontrare crocchi di persone fuori dai locali che sorseggiano un bicchiere di vino accompagnato da tartine e assaggini.

Osterie e trattorie
Osterie e trattorie

Per concludere, Udine è una città da scoprire e da vivere con le sue tradizioni e le sue storie molto interessanti.

 

 

 

 

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