Pinacoteca di Brera

PINACOTECA DI BRERA COSA VEDERE E FARE

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Parco Sempione!!

Uno dei musei più famosi di Milano è la Pinacoteca di Brera, che prende il nome dal palazzo nel quale è ospitata, ma soprattutto dal quartiere in cui si trova.

La pinacoteca è praticamente una galleria di arte antica e moderna che conserva opere di pittori, perlopiù del nord Italia, sebbene ci siano collezioni relative ad altri artisti italiani e stranieri.

PALAZZO DI BRERA

In origine, sul luogo occupato attualmente dal Palazzo di Brera, si trovava il convento dei Gesuiti, che lo utilizzarono anche per i loro studi. Gli Austriaci, che governarono successivamente, fondarono le Scuole Palatine, la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Osservatorio di Brera, l’Orto botanico e l’Accademia di Belle Arti.

Pinacoteca di Brera
Pinacoteca di Brera

NAPOLEONE COME MARTE PACIFICATORE

Il palazzo si presenta all’esterno in mattoni e pietre, ma una volta varcato il grande portone ci si ritrova nel grande cortile d’onore dallo stile neoclassico. Questo era in origine il vecchio chiostro del monastero di Santa Maria di Brera. Di forma rettangolare, la corte è delimitata da due logge sovrapposte, con colonnati dagli stili differenti.

Pinacoteca di Brera cortile
Pinacoteca di Brera cortile

Al centro di questo grande spazio è collocata la statua dedicata a Napoleone, ritratto con le sembianze di Marte Pacificatore. Questa è in realtà la copia bronzea di una scultura marmorea, che Antonio Canova realizzò nel 1806.

L’originale in marmo è conservata nella casa-museo londinese di Apsley House, appartenuta al duca di Wellington, colui che sconfisse proprio Napoleone a Waterloo.

Per realizzare la statua bronzea del palazzo milanese, fecero ben cinque copie in gesso, di cui una, conservata in una sala all’interno della Pinacoteca di Brera.

Al piano terra della corte d’onore, sono inoltre posizionate statue e busti di personaggi lombardi, del mondo scientifico e artistico.

MONUMENTI A CESARE BECCARIA E GIUSEPPE PARINI

Per accedere al piano superiore del palazzo di Brera, si salgono due scaloni simmetrici, sui quali sono disposti il monumento a Cesare Beccaria e quello a Giuseppe Parini.

Cesare Beccaria fu un grande letterato illuminista e un importante giurista, che scrisse il trattato “Dei delitti e delle pene” riguardante l’incivilità della pena di morte e delle torture. E’ ricordato anche per essere stato il nonno di Alessandro Manzoni. A Cesare Beccaria, Milano ha dedicato una piazza, con un’altra statua, che si trova nelle immediate vicinanze del Duomo.

Giuseppe Parini fu invece un poeta lombardo della corrente neoclassica e in seguito a quella illuminista. Compose grandi odi e poemi e anche a lui, Milano ha dedicato una statua, posizionata in Piazza Cordusio, verso il Castello sforzesco.

 

GALLERIA DI ARTE ANTICA

Durante la dominazione francese, nel 1800, Napoleone soppresse molte chiese e monasteri. Confiscò opere e quadri che vennero collocati nelle varie Gallerie di arte del suo regno, soprattutto in Francia al Louvre.

Sala Pinacoteca di Brera
Sala Pinacoteca di Brera

In questa occasione, la Pinacoteca di Brera venne aperta al pubblico. Si arricchì di nuove collezioni, molte lasciate in eredità da prelati e da altri musei, soprattutto opere straniere.

Dal secondo dopoguerra in poi, il palazzo che versava in gravi condizioni, a causa dei bombardamenti subiti, venne completamente restaurato e ammodernato. Ora è uno dei musei più vasti e visitati della città.

Quadri nella Pinacoteca di Brera
Quadri nella Pinacoteca di Brera

La Pinacoteca di Brera, come dice il nome, è soprattutto un museo incentrato sull’arte pittorica. Spazia dallo stile gotico, a quello rinascimentale e figurativo. Molte sono le opere di pittori italiani, perlopiù del nord Italia, ma anche stranieri.

Il percorso di visita si articola in 38 sale, che si sviluppano al secondo piano, attorno alla corte d’onore del palazzo d Brera. Qui si ha modo di vedere capolavori di artisti del calibro di Mantegna, Perugino, Signorelli, Carpaccio, Veronese, Tintoretto, Bramante, Campi, Correggio, Raffaello, Caravaggio, Rubens, Van Dick e Hayez.

IL CRISTO MORTO DI ANDREA MANTEGNA

Uno dei capolavori del Rinascimento italiano nelle prime sale della Pinacoteca è “Il Cristo morto” di Andrea Mantegna, datato all’incirca 1475.  L’artista pare che dipinse il quadro per se’ stesso, non a caso lo rinvennero  nella sua abitazione quando morì.

Mantegna "Cristo Morto"
Mantegna “Cristo Morto”

La storia di questo quadro è alquanto intricata, tanto che pare, ce ne siano al mondo ben due versioni.  Gli studiosi tuttavia sono molto dubbiosi in merito all’autenticità della seconda copia conservata a New York.

Il quadro raffigura il Cristo morto, deposto sulla pietra dell’unzione e circondato dalla Vergine Maria, San Giovanni e Maria Maddalena, quest’ultima appena visibile.

Nonostante si tratti di un capolavoro pittorico, che esalta la perfezione, le proporzioni del corpo non sono state mantenute. Piedi e gambe sono più piccoli rispetto alle altri parti del corpo, al fine di rendere la figura del Cristo più adeguata e dignitosa.

L’utilizzo di linee decise, per marcare la composizione vuole sottolineare il dolore e la sofferenza del momento. Infine, la particolare prospettiva, inusuale a quel tempo, sembra incutere allo spettatore la sensazione di essere “seguito”.

LA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio dal nome della località dove è nato, realizzò “La cena in Emmaus”, esposta nella Pinacoteca di Brera, nel 1606.

Caravaggio a Brera
Caravaggio a Brera

L’opera si ispira al racconto del vangelo di Luca, che narra l’incontro di Cristo, dopo la sua crocifissione, con due suoi discepoli diretti a Emmaus, vicino a Gerusalemme. Questi ultimi sono ignari di chi lui sia realmente, fino al momento della cena, quando lo scoprono mentre spezza il pane e lo benedice.

Il quadro esposto nella Pinacoteca di Brera è la seconda versione di Caravaggio su questo tema. Pochi anni prima, nel 1601, l’artista dipinse un altro quadro oggi conservato nella National Gallery di Londra.

Le versioni si discostano nettamente le une dalle altre. Mentre l’opera londinese è più luminosta e ricca di dettagli, quella milanese presenta tinte cupe, ombre e cibi poveri, questo per focalizzare maggiormente l’attenzione sul significato del soggetto.

Il motivo reale, tuttavia, di queste differenze, potrebbe dipendere invece dal momento in cui sono state realizzate. Mentre nella prima versione Caravaggio stava vivendo un periodo di tranquillità e sicurezza, nella seconda si trovava in fuga. Aveva infatti compiuto un assassinio a Roma e si sentiva quindi braccato e in pericolo di morte.

IL BACIO DI FRANCESCO HAYEZ

Il quadro di Francesco Hayez, pittore italiano, è sicuramente uno dei più famosi della Pinacoteca di Brera. Questa opera, datata1859, ha avuto diverse varianti, che in base ai contesti storici, ha assunto differenti significati.

Il quadro del museo milanese, il primo della serie, fu commissionato dalla famiglia dei Visconti, per celebrare l’alleanza fra la Francia e il Regno di Sardegna.

Le versioni successive si diversificarono per i colori degli abiti dei personaggi. Mentre nel primo quadro i colori predominanti sono il rosso e l’azzurro, a simboleggiare le due nazioni, nel secondo, l’abito della ragazza è bianco.

Questo quadro venne infatti eseguito in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, del 1867.
A parte una reinterpretazione, sotto forma di acquerello, sempre da parte dell’artista, l’ultima versione, la quarta, si differenzia per un drappo bianco gettato sui gradini, mentre l’uomo ritratto indossa un mantello verde.

Il Bacio” di Hayez oltre a rappresentare l’alleanza militare franco-italiana, vuole evocare un sentimento patriotico e il desiderio di un’Italia unita, non a caso l’opera è anche un simbolo del Risorgimento nazionale.

DIVERSE REINTERPRETAZIONI

Varie sono anche le curiosità che riguardano questo soggetto. Diversi pittori hanno reso omaggio ad Hayez, includendo nelle loro opere anche il richiamo de “Il bacio”.

Nella stessa sala della Pinacoteca di Brera, nella quale si trova il quadro di Hayez, è esposto “Triste presentimento” di Gerolamo Induno, del 1862. Qui è ritratta una  ragazza seduta sul letto, mentre alle sue spalle si trova appeso proprio il Bacio di Hayez.

Pinacoteca di Brera
Pinacoteca di Brera

In epoche più moderne, il quadro diede spunto anche a campagne pubblicitarie della Perugina e ispirò altri artisti come Tamara de Lempicka. Luchino Visconti, il famoso regista, richiamò la scena nel suo film “Senso”, nel quale i due protagonisti si baciavano appassionatamente.

La seconda e quarta versione del quadro sono state battute all’asta di Sotherby’s e di Christie’s per cifre esorbitanti, ma la prima, l’originale, è esposta proprio alla Pinacoteca di Brera.

ORTO BOTANICO DI BRERA

L’orto botanico di Brera sorse durante il regno di Maria Teresa d’Austria, nel 1774. Non comprendeva piante esotiche, in quanto aveva uno scopo didattico, come ancora oggi.

Lo spazio è diviso in tre sezioni, in una ci sono aiuole con vari tipi di piante, un’altra è occupata da alberi da frutto e la terza dalle serre.

L’Università degli Studi di Milano si è presa in carico la sua gestione ed è aperto al pubblico gratuitamente. All’interno vengono organizzati ancora programmi culturali e visite guidate, ma è semplicemente piacevole passeggiare in questo spazio verde, lasciandosi andare in questa atmosfera un po’ decadente.

OSSERVATORIO DI BRERA

L’Osservatorio Astronomico di Brera è entrato in funzione nella seconda metà del Settecento, e i primi a cimentarsi nell’osservazione della volta celeste furono i Padri Gesuiti.

Osservatorio di Brera
Osservatorio di Brera

Il museo espone i primi strumenti astronomici utilizzati e quelli degli scienziati degli ultimi decenni. La Cupola custodisce ancora il telescopio di Giovanni Schiaparelli, che nel 1875 osservò il pianeta Marte. Le visite guidate sono gratuite e avvengono salendo sul tetto e percorrendo stretti passaggi.

BIBLIOTECA BRAIDENSE

La Biblioteca Nazionale Braidense, al piano terra del Palazzo Brera, fu istituito da Maria Teresa d’Austria nel 1770, al fine di rendere pubbliche opere e documenti fino ad allora riservati solo a una ristretta cerchia di persone.

Per la sua vastità, oltre un milione e mezzo di testi e volumi, è la terza biblioteca italiana per grandezza. Tutto ciò fu soprattutto grazie a raccolte e lasciti di importanti personalità di ogni settore civile e religioso.

Le sale si presentano con volte, alcune affrescate e scaffalature e ballatoi in noce e radica. Nella sala Maria Teresa campeggiano due grandi lampadari in cristallo di Boemia. Sono stati realizzati con i resti di quelli del Palazzo Reale, distrutti durante la seconda guerra mondiale. La sala è oggi utilizzata per esposizioni e maniferstazioni culturali.

Alessandro Manzoni a Brera
Alessandro Manzoni dipinto da Hayez

Interessante è la Sala Manzoniana che conserva i volumi della biblioteca privata del Manzoni oltre alle sue opere. E’ presente inoltre il ritratto di Alessandro Manzoni realizzato da Giuseppe Molteni. Celebri dipinti dello scrittore, furono eseguiti da Francesco Hayez, e si trovano esposti nella Pinacoteca di Brera.

La Sala Manzoniana è utilizzata per la consultazione di libri e documenti rari. Una volta al mese è possibile partecipare a visite guidate gratuite, altrimenti l’accesso è libero ogni giorno feriale.

QUARTIERE DI BRERA

Un tempo questa zona era periferica rispetto al centro di Milano ed era occupata da campi e orti, per questo motivo prese il nome di “Braida” secondo il dialetto, dal quale si trasformò in Brera.

Quartiere di Brera
Quartiere di Brera

Oggi il quartiere di Brera è praticamente il centro artistico di Milano, caratterizzato da strette viuzze di ciottoli, molte pedonali, interessanti cortili e botteghe artigianali e trattorie tipiche. Da sempre frequentato da artisti, grazie all’Accademia di Belle Arti e dagli studenti.

CHIESA DI SANTA MARIA DEL CARMINE

Nel quartiere ci sono varie chiese fra cui la Chiesa di Santa Maria del Carmine, dallo stile gotico lombardo, progettata dallo stesso architetto, che si è occupato anche del grande Cimitero Monumentale di Milano.

All’interno della chiesa suscita molta curiosità la statua in gesso di San Espedito, che riproduce un un combattente mentre schiaccia con il piede un corvo nero, che grida cras, “domani” mentre nella mano stringe una croce, con scritto hodie, ” oggi”. Il suo significato è quello di non rimandare a domani ciò che si può fare oggi.

Questo santo, chiamato così anche per il suo nome, è invocato per le cause urgenti dai commercianti, naviganti e soprattutto dagli studenti, non a caso i ceri accesi in suo onore sono molti.

Nella piazzetta pedonale antistante, si trova inoltre la scutura bronzea di Igor Miroraj “Il grande toscano“, ma conosciuta anche come Petto a metà.

 

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